Pratiche narrative per la formazione

Francesca Pulvirenti (a cura di), Pratiche narrative per la formazione, Roma, Aracne Editrice (I Quaderni di M@gm@), 2008, 168 p.

In una ricerca di approcci innovativi alla conoscenza, all’insegnamento e alla formazione, la narrazione assume un ruolo centrale: consente agli individui di conoscere, di farsi conoscere e di produrre effetti. I racconti delle proprie esperienze personali, scolastiche e professionali costituiscono uno strumento primario nell’insegnamento e nelle professioni di orientamento e di supporto, in quanto illustrano chiaramente il primato, sia nella vita individuale che nella pratica educativa, della ricerca di un significato per la vita e del ruolo dell’attenzione per il prossimo. La narrazione, pertanto, innesca e indirizza una ricerca di significati all’interno di uno spettro di significati possibili, permettendo di coniugare la realtà al congiuntivo, di riflettere in termini di passato, presente e futuro.
Negli ultimi decenni, numerosi sono stati gli studi basati sull’utilizzo di materiali narrativi, e, senza dubbio, particolarmente significativi sono stati i contributi in termini di idee e di proposte, nei nuovi scenari organizzativi che per le loro caratteristiche di accelerazione del cambiamento e di intensificazione della turbolenza sollecitano sempre più i processi di sensemaking che la narrazione sostiene e promuove.
Raccontare è scoprire significati profondi della nostra vita, riappropriarsi dell’esperienza vissuta, è ri-membrare, ovvero ‘ricostruire il corpo’ della propria esperienza, che il rincorrersi delle azioni e situazioni aveva ‘smembrato’, rendendolo irriconoscibile persino a noi stessi. Ed è per questo che le storie svolgono una funzione di empowerment, e ciò risulta oltremodo evidente per i gruppi che risultano svantaggiati all’interno delle relazioni di potere del nostro sistema sociale: donne, immigrati, disabili, anziani, ecc.
Nella narrazione le storie non si pongono come un pallido riflesso dei fatti, ma come l’unica verità possibile sui fatti stessi, in quanto le storie sono il processo in cui la verità viene costruita coinvolgendo autore e ascoltatore e sono, altresì, il contenuto della verità stessa, ovvero la posizione che il soggetto assume di fronte al mondo, ossia la sua esperienza. Ogni storia è, pertanto, verità (soggettiva) ma non è – né può essere – realtà; è esperienza dell’evento, ma non è – né può essere – l’evento.
L’attività del narrare e del comunicare narrativamente costituisce pertanto, nel contesto odierno, uno strumento di indagine che si applica, sempre più, per la promozione dei processi di apprendimento dall’esperienza, a livello individuale e organizzativo; livelli che, se possono considerarsi separabili quando si fa teoria, risultano inestricabilmente intrecciati nella pratica quotidiana.
Francesca Pulvirenti

Francesca Pulvirenti: Professore associato di Pedagogia Generale e Sociale e docente di Pedagogia dell’infanzia e pratiche narrative e di Ricerca educativa ed epistemologie personali presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Catania. È vice presidente dell’As.Pe.I., sezione di Catania e Teacher Educateur in Philosophy for children. Collabora con la Libera Università dell’autobiografia.

Pratiche narrative per la formazione

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INDICE DEL VOLUME

PARTE PRIMA
LA NARRAZIONE: DIMENSIONE ONTOLOGICA DELLA FORMAZIONE

Introduzione: Un sapere narrativo
Francesca Pulvirenti 11

La narrazione come dispositivo conoscitivo ed ermeneutico
Maura Striano 17

Il dialogo filosofico tra narrare e riflettere
Antonio Cosentino 23

La ricerca narrativa in psicologia: un fondamento per la narrazione
Santo Di Nuovo 331

L’autobiografia: uno strumento di formazione
Franco Cambi 39

Narrare per dire la verità: l’autobiografia come risorsa pedagogica
Duccio Demetrio 45

La lettura come formazione di sé
Alessandro Mariani 51

Il corpo narratore
Ivano Gamelli 55

Pensare in cerchio: un’esperienza educativa di Philosophy for children
Alessandra Tigano 67

La formazione qualitativa e il metodo bio-sistemico: criteri valutativi di una pratica narrativa
Agata Valenziano 81

Percorsi formativi e bilanci esperienziali
Orazio Maria Valastro 89

Narrazioni e autobiografie in carcere: formazione e autoformazione nei luoghi di detenzione
Caterina Benelli 97

PARTE SECONDA
TRA STORIE DI SI SÉ E RICORDI: LA PAROLA AI SOGGETTI

Esperienze didattiche narrative
Francesca Pulvirenti 107

1. Insegnanti, studenti/esse, bambini/e ricordano e si narrano 1.1. Verso un’appropriazione narrativa dell’identità di genere
1.2. Insegnanti e studenti/esse narrano la propria identità di genere
1.2.1. Storie di sé
1.2.2. Un autoritratto del pensare la propria identità di genere
1.3. Bambini e bambine si tuffano tra i ricordi

2. Storie di sé e ricordi dei vissuti scolastici
2.1. L’identità di genere attraverso i ricordi di scuola
2.2. Il mio modo di pensare in quanto donna assomiglia…