Confronti visuali: una ricerca interdisciplinare

Marco Pasini – Fabio La Rocca (a cura di), Confronti visuali: una ricerca interdisciplinare, Roma, Aracne Editrice (I Quaderni di M@gm@), 2011, 200 p.

PRESENTAZIONE DEL VOLUME

Il presente volume, Confronti Visuali: una ricerca interdisciplinare, è la versione cartacea e approfondita dei precedenti numeri monografici on-line Itinerari visuali e Immagine e società.
Partner di qualità di questa avventura, è il Centre d’Études sur l’Actuel et le Quotidien – CEAQ – di Parigi in virtù di un ‘gemellaggio’ oramai assodato.
Il testo aspira ad avere come oggetto la sensibilizzazione e l’attenzione verso l’approccio conoscitivo dei visual studies (e più propriamente della Sociologia visuale); un metodo di studio e ricerca – ancora ampiamente esplorabile – che predilige usare le immagini come indicatori della realtà sociale piuttosto che altri linguaggi, o meglio, in integrazione ad essi.
Si vuole invitare il lettore ad una piacevole passeggiata conoscitiva alla scoperta degli innumerevoli “confronti visuali” che si dischiudono dinnanzi a noi. Basti pensare alle moltissime esperienze visuali dei fenomeni sociali provate da noi tutti i giorni per raggiungere la consapevolezza immediata dell’enorme potenzialità offerta dal visual.
Le piacevoli passeggiate dentro tali confronti distolgono la nostra attenzione dal fast food delle immagini e ci invitano a seguire una salutare dieta all’insegna della riscoperta del senso profondo di costruire e usare immagini per conoscere, vivere e relazionarsi.
Abbiamo concesso ampio spazio ai case study e all’approfondimento empirico proprio per catapultare l’attenzione direttamente sul campo e per cercare di colmare, nello spazio a nostra disposizione, quella lacuna che più voci lamentano riguardo questo ambito: la pratica. Cercando così di ottenere la conferma rispetto ad una già ricca ed esauriente teoria, che in ciò trova un omaggio alla propria validità e attendibilità.
Per la natura dei vari e illustri contributi si è pensato di dividere il lavoro in due parti:
– Epistemologia e metodologia;
– Esperienza empirica e pratica dell’uso delle immagini.
L’auspicio che ci prefiggiamo è quello di gettare un occhio alla Sociologia visuale tout court, utilizzando il visuale come nuova lente d’indagine per uno sguardo al futuro su una metodologia che può risultare una fonte privilegiata nell’arena scientifica del XXI secolo.
Da quel lontano 1993, anno del convegno organizzato dalla sezione Metodologia dell’AIS intitolato Il sociologo e le sirene, la sfida dei metodi qualitativi in cui si discusse del rapporto tra qualità-quantità nella ricerca sociale di strada ne è stata fatta, in riferimento all’eterna disputa tra i due ambiti nella ricerca sociale. Tra l’euristica liquida dei concetti e la fredda compostezza dei numeri si fa largo il carattere caldo ed esplicativo delle immagini, in grado di configurarsi come degli indicatori visivi della realtà completi e validi, che non hanno eguali nel linguaggio verbale e/o numerico nel suscitare al ricercatore-fruitore un’efficace rapporto d’indicazione con la realtà.
Da qui l’idea di un laboratorio visuale permanente all’interno de “I quaderni di M@gm@”, dove sperimentare e testare il metodo, riportare studi di casi e nuove prospettive.

ESTRATTO DELLA PREFAZIONE

L’immaginale postmoderno

Si dice che un’opera degna di questo nome è abitata da un’idea ossessiva. Questa piccola sonata di Vinteuil che, in maniera ricorrente, sottolinea una ricerca di cui Proust ha ben mostrato l’aspetto lancinante. Forse è lo stesso per un’epoca data. È un’impronta fondamentale che ne fa la specificità, i caratteri essenziali attraverso i quali essa sarà riconoscibile nei differenti momenti che contrassegnano la storia umana. Così, per quanto riguarda questa postmodernità in corso, questo sarà, nel mio senso, il quotidiano e l’immaginario.Il quotidiano, sul quale ho insistito da tempo, è questa capacità di saper dire “si alla vita”. A ciò che è, senza preoccuparsi di quello che dovrebbe essere, o potrebbe essere. Non siamo più in una critica della vita quotidiana, ma in un’affermazione di essa e possiamo quindi comprenderla come substrato sul quale si erige questa maniera di “essere insieme” che è la società.L’immaginario, da parte sua, potrebbe essere questo cielo di idee che, in una maniera misteriosa, assicura la coesione dell’insieme sociale. Tra l’altro è divertente notare che, durante gli anni, dopo averlo trascurato, negato, ora è una caratteristica sempre più sollecitata. A questo immaginario fanno spesso riferimento la politica, il marketing e l’amministrazione.
Mettendo l’attenzione, in questo modo, sul fatto che non si può cogliere il reale se non a partire da quello che, apparentemente, ne è il contrario: l’irreale.L’antropologo Gilbert Durand, a partire dagli anni 60, ha realizzato un’opera magistrale: Le strutture antropologiche dell’immaginario, mostrando la maniera in cui tutte le opere della cultura e la vita sociale si potevano comprendere solo a partire da un tale angolo d’attacco. L’immaginario come supporto metodologico in qualche sorta. Questo autore ha ben mostrato in cosa questa categoria all’opera in tutte le mitologie, ma anche nell’arte, nella pittura, nella letteratura, nella poesia, è stata stigmatizzata in particolare nella tradizione occidentale. Forse perché essa ha sollecitato il sensibile e non semplicemente la ragione. Da qui scaturisce questa iconoclastia, questa rottura delle immagini, reale o metaforica, che fu una tentazione ricorrente di questa cultura.

Michel Maffesoli

Marco Pasini: Laurea in Sociologia (indirizzo Territorio e Ambiente) all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Diploma di Master in “Teoria e Analisi Qualitativa. Storie di vita, biografi e e focus group per la ricerca sociale, il lavoro e la memoria” presso il Dipartimento di Sociologia e Comunicazione, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Borsista al Corso di Alta Formazione “Ideazione e management di progetti/eventi sportivi locali ed europei” promosso dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Ricercatore per lo studio “Le borgate di Roma come luoghi signifi cativi della memoria urbana, come risorse umane e premessa per il superamento della dicotomia centro-periferia” commissionato dall’Assessore alla cultura del Comune di Roma e coordinato dal professore emerito di Sociologia nell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” F. Ferrarotti; Catalogatore nel progetto di biblioteca digitale “Album di Roma. Fotografi e private del novecento” presso l’istituzione “Biblioteche di Roma” con la sezione Microstorie; Relatore al 14th e al 15th Erasmus/Socrates Intensive Course: Sport and Loisire at Local Level in a Globalising Society –
Faculdade de Ciencias do Desporto e Educacao Fisica de Coimbra; Body, Sport, Society and Emotions – Facoltà di Scienze Motorie di Cassino; Progettista per conto della Fondazione Labos – laboratorio per le politiche sociali.

Fabio La Rocca: Sociologo, Dottore in Sociologia dell’Università Sorbonne di Parigi. Ricercatore al CeaQ (Centre d’Étude sur l’Actuel et le Quotidien) dove ha fondato e dirige il GRIS (Groupe de Recherche sur l’Image en Sociologie). Insegna Sociologia della vita quotidiana e Postmodernità alla Sorbonne, Sociologia dei processi culturali e Comunicazione all’università d’Evry. Visitig Professor all’università USP di São Paulo (Brasile). Coordinatore editoriale delle riviste Les Cahiers Européens de l’Imaginaire e di Sociétés e della collana GOD Imaginario (Bevivino Editore). Autore di diversi articoli sull’immagine, la sociologia visuale e la città, ha curato il saggio Eroi del quotidiano. Figure della serialità televisiva (Bevivino, 2010). Prepara attualmente Regards et visions : climatologie de la ville postmoderne (CNRS Éditions, 2011) e Frammenti della città contemporanea (Bevivino, 2011).

Confronti visuali: una ricerca interdisciplinare

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INDICE DEL VOLUME

PREFAZIONE

L’immaginale postmoderno
Michel Maffesoli 11

PARTE PRIMA
EPISTEMOLOGIA E METODOLOGIA

Introduzione al metodo visuale
Francesco Mattioli 19

Sociologia visuale: storia, caratteristiche, strumenti
Marco Pasini 23

La sociologia visuale per “indagare visualmente”? L’immagine come oggetto, lavoro e cultura dell’inchiesta qualitativa
Michaël Mayer 29

Il rapporto d’indicazione nella ricerca visuale
Giorgio Maggi 41

La conoscenza per immagini: una condizione di possibilità
Fabio La Rocca 47

Qualità e quantità: due facce della stessa medaglia
Giovanna Gianturco 55

L’immagine del mostro come metodo di comprensione delle società
Jean-Martin Rabot 65

Il corpo, lo sport, le immagini
Nicola Porro 75

PARTE SECONDA
ESPERIENZA EMPIRICA E PRATICA DELL’USO DELLE IMMAGINI

Visioni globali, identità di confine
Patrizia Faccioli 81

Le immagini nello studio della vita sociale del cibo italiano
Douglas Harper 93

Antropologia visuale dei senza casa di Place de la Réunion
Sylvaine Conord 105

Dalla metropoli lombarda alla megalopoli padana. Milano: la città di mezzo
Nicolò Leotta 117

La grande immagine e l’immaginina
Andrea Mubi Brighenti 131

Alla ricerca dell’immagine video nel ciberspazio
Amal Bou Hachem 137

La forma-flusso dell’immagine pubblicitaria
Elisa Reinhardt Piedras 141

Luce e Lettura: un laboratorio per l’interpretazione della foto storica nella scuola dell’infanzia
Patrizia Cucchi 151

Modelli prossemici nelle fotografie private del Novecento
Stefano Gambari 157

Mission 89: Expo Hanover
Marco Pasini 177

Due migrazioni: appunti di FotoGrafia
Marco Delogu 185

Autori 191